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ALIS a Villa Borghese, Gen. C.A. Carmine Masiello - Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano: “ Invasioni e controffensive in Russia ”

21/5/2024

Bruno Vespa: “Secondo lei, dopo una serie di controffensive, la volontà della Russia può essere quella di portare avanti la guerra?” Gen. C.A. Carmine Masiello: “Innanzitutto ci tenevo a ringraziare il Generale Franco Angioni, è grazie a lui se nel 1982 ho scelto di fare il paracadutista. Dal punto di vista militare ritengo che la Russia ad un certo punto si fermerà, non potrà avviare un’altra offensiva. Stiamo studiando con attenzione come si stanno organizzando, passando da un’economia di base ad un’economia di guerra, reagendo ad un decadimento del proprio esercito. Rapidamente si è riconvertita con nuovo materiale bellico, con una rete di contatti con gli altri Paesi, importando i materiali necessari e usando la tecnologia al massimo livello. La capacità della Russia è in ascesa”. **" Le armi stanno arrivando in Ucraina, ma ci vuole il tempo per addestrare i militari "** “In Ucraina la diversa velocità di approvvigionamento di mezzi militari dipende dalla differenza tra una democrazia e una non democrazia, una cosa su cu insistiamo molto, i tempi di approvvigionamento militare dell’occidente sono decisamente più lenti di quelli della Russia. Si pensa che la guerra sia una questione solo dei militari, ma il primo insegnamento che si deve prendere ad questi eventi tragici è che in guerra non sono solo i militari, ma tutto il paese. Quanto alle armi che devono ancora arrivare agli ucraini, stanno arrivando mezzi di artiglieria, corazzati, difesa aerea, il problema è che ci vuole il tempo per addestrare i militari, c’è un iter che è ripartito, ora risalirà la loro capacità militare, si arriverà a una situazione di statement. A Gaza il tipo di combattimento che sta conducendo Israele è uno dei più pericolosi per i centri abitati, l’uso di aerei e esplosioni comporta molte perdite civili, ma Israele continuerà a bombardare se vuole raggiungere i suoi scoppi, non credo ci saranno dei cambiamenti in termini di maggior utilizzo delle truppe di terra. Eliminare i quattro battaglioni di Hamas è impossibile, troppo tecnicamente complesso, alla fine Israele troverà un compromesso tra quello che voleva fare e quel che riuscirà a fare. Credo che il fronte nord occuperà di più l’esercito israelinao, le attività di Hezbollah sono sempre più insistenti, e la conseguente risposta di Israele, che non vuole avere Hezbollah al confine, cercherà di creare una zona di rispetto a nord. Lì c’è il contingente delle Nazioni Uniti, ma la risoluzione Oìnu non è stata attuata come si sarebbe dovuto fare. Ma anche in Libano la situazione è molto complessa. I reparti Onu o arretreranno o resteranno chiuse nelle basi. L’asse di Hezbollah con l’Iran è molto forte, non credo sarà incrinato dopo la morte del presidente iraniano”. **“ La trasformazione dell’esercito italiano ”** Bruno Vespa: “Nei primi anni ‘70 rischiavamo di rimanere senza Marina. L’esercito italiano invece ora come se la passa?” Gen. C.A. Carmine Masiello: “L’esercito, dopo la fine della leva, si è concentrato nelle operazioni a supporto alla pace, con strumenti peculiari a queste operazioni. Ora si è riscoperta la parola guerra classica. Questo comporta l’utilizzo di mezzi corazzati che erano stati accantonati. Quindi occorre un approvvigionamento rapido, con alcuni accordi industriali. Il più grande problema è che si tratta di un tipo diverso di guerra. In Ucraina ci sono dei connotati da prima guerra mondiali, con le trincee, e il meglio della guerra cibernetica, con la disinformazione che agisce sulla mente umana. Questa sintesi tra i due aspetti, anche se l’esercito è ben addestrato, crea un problema allo staff nella gestione delle truppe, che deve cambiare sistematicamente. Qualsiasi conversione tecnologica ha un impatto diverso sulla guerra. Vincere la guerra significa mettersi anche in una posizione vantaggiosa a livello tecnologico. Abbiamo un trend di crescita, ce la facciamo e ce la faremo. Siamo molto concentrati e sono fiducioso di raggiungere il trend del PIL verso il 2%, con un’ipotesi al 2028”. **" Inutile reintrodurre la leva per sei mesi "** "Parlo da cittadino innanzitutto e poi da militare. Da cittadino dico che l'educazione civica è un compito di altre istituzioni e non dell'Esercito. Per quanto riguarda poi la leva di sei mesi, oggi sono talmente operative e delicate le attività che svolge un militare che sarebbe inutile un periodo di formazione di questo tipo, non si arriverebbe a nulla"
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