Economia

Confesercenti: con i nuovi ristori il Governo riconosce crisi commercio, ma le risorse sono insufficienti

25/1/2022

I sostegni decisi dal Governo per le imprese sono un riconoscimento della profonda crisi che colpisce le attività economiche, soprattutto nei settori del commercio e del turismo. Ma le risorse messe in campo rischiano di non essere sufficienti, e su lavoro e credito si deve fare di più. Così Confesercenti commenta gli interventi del Governo varati nel CdM di oggi e il DPCM firmato dal premier Draghi. Un milione di soggetti è chiamato dall’Esecutivo a farsi carico dell’onere organizzativo del controllo sul pass vaccinale. Gli imprenditori, come sempre finora, faranno la loro parte per tutelare la salute di tutti, ma sarebbe meglio puntare sui controlli a campione ed eliminare le sanzioni per le imprese in caso di cliente senza green pass. Il pericolo per i negozi fisici è uno squilibrio ancora più forte a vantaggio del commercio on line. Anche sul fronte dei ristori le risorse appaiono insufficienti. L’utilizzo dei codici di settore è sicuramente un passo avanti rispetto alla selezione con Ateco specifici, anche se bisogna evitare il rischio di nuove esclusioni. “Bene le norme sul credito d’imposta per gli affitti e sgravio per le rimanenze di magazzino e soddisfacenti anche i tagli in materia di costi energetici. Ancora nessuna risposta invece su moratoria debiti bancari e scadenze fiscali. Esprimiamo infine profonda delusione per gli interventi sul fronte ammortizzatori sociali e per la mancata proroga della cassa Covid-19”, le parole della Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise. “Solo nei settori della ricettività, ristorazione, organizzazione viaggi e commercio – conclude la Presidente De Luise – sono a rischio 50mila attività economiche e 250mila lavoratori. Un numero considerevole che va ad aggiungersi alle migliaia di imprese costrette a chiudere per sempre i battenti da inizio pandemia. A Governo e Parlamento chiediamo di sostenere con più vigore le attività nel passaggio attraverso questa nuova fase critica. Ogni impresa chiusa e ogni dipendente senza più un lavoro sono una sconfitta per tutti”.
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