Economia
Consumi elettrici Italia, Terna: a settembre 26,2 miliardi di kWh, con una crescita dello 0,5% rispetto allo stesso mese del 2022
20/10/2023

Terna: secondo i dati della società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, a settembre la domanda di elettricità in Italia è stata pari a 26,2 miliardi di kWh, con una crescita dello 0,5 per cento rispetto allo stesso mese del 2022. Tale valore – riferisce una nota – è stato raggiunto con un giorno lavorativo in meno (21 contro 22) e una temperatura media mensile superiore rispetto a settembre 2022 (+1,2 gradi). Rettificando il dato da tali effetti, la variazione rispetto a settembre 2022 è pari a +0,2 per cento. La variazione tendenziale positiva rispetto a settembre 2022 dipende anche dal fatto che, a partire da agosto 2022, è iniziata una fase di significativa riduzione dei consumi elettrici come conseguenza delle forti tensioni sul mercato del gas. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l’indice Imcei elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, registra una variazione negativa pari a -0,9 per cento.
Tale variazione è il risultato di andamenti diversi delle imprese connesse alla rete elettrica nazionale in Alta tensione (At) e Media tensione (Mt): a fronte di un aumento di quelle in At (+0,6 per cento), si registra un calo delle imprese connesse in Mt (-8,6 per cento). Variazioni positive si registrano nei seguenti comparti: mezzi di trasporto, siderurgia e alimentari; in calo, invece, i restanti comparti: metalli non ferrosi, cemento calce e gesso, cartaria, ceramiche e vetrarie, chimica e meccanica. In termini congiunturali, il valore della richiesta elettrica, destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura, risulta in leggera flessione (-0,5 per cento) rispetto ad agosto 2023. In crescita la variazione congiunturale dell’indice Imcei (+3,2 per cento). Nei primi nove mesi del 2023, la richiesta cumulata di energia elettrica in Italia è in calo del 4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022 (-3 per cento il dato rettificato). Variazione negativa anche dell’Indice Imcei, che da gennaio a settembre fa registrare un -4,8 per cento.
A livello territoriale, la variazione tendenziale di settembre 2023 è risultata ovunque positiva, ma differenziata: +0,1 per cento al Nord, +1,4 per cento al Centro e +0,9 per cento al Sud e nelle Isole. Nel mese di settembre 2023 la domanda di energia elettrica italiana è stata soddisfatta per l’86 per cento con la produzione nazionale e, per la quota restante (14 per cento), dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. La produzione nazionale netta è risultata pari a 22,7 miliardi di kWh, stazionaria rispetto a settembre 2022. Lo scorso mese le fonti rinnovabili hanno prodotto complessivamente 10,1 miliardi di kWh, coprendo il 38,4 per cento della domanda elettrica (30,7 per cento a settembre 2022). La produzione da rinnovabili a settembre è stata così suddivisa: 35,9 per cento idrico, 29,8 per cento fotovoltaico, 16,4 per cento eolico, 13,5 per cento biomasse, 4,4 per cento geotermico. Anche a settembre si conferma la forte contrazione della produzione termica (-12,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2022); sui primi nove mesi dell’anno tale variazione sale a -16,2 per cento per l’effetto combinato di contrazione della domanda, crescita della generazione rinnovabile e dell’import. In tale contesto, rilevante il calo della produzione a carbone: -50,9 per cento rispetto a settembre 2022, -29,8 per cento da inizio 2023. Secondo le rilevazioni Terna illustrate nel report mensile, considerando tutte le fonti rinnovabili, nei primi nove mesi del 2023 l’incremento di capacità in Italia è pari a 3.911 Mw, un valore superiore di circa 1.900 Mw (+95 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2022. Estendendo l’analisi agli ultimi 12 mesi (da ottobre 2022 a settembre 2023) l’incremento di capacità installata è pari a 4.936 Mw. Proseguono il recupero della produzione da fonte idrica rinnovabile (+74,7 per cento) e la crescita del fotovoltaico (+24,7 per cento). In aumento anche la produzione da fonte geotermica (+1,1 per cento). In flessione la produzione da fonte termica (-12,6 per cento) e l’eolica (-4,4 per cento). Per quanto riguarda il saldo import-export, la variazione è pari a +1,4 per cento per effetto di una diminuzione dell’export (-14,2 per cento) e di una sostanziale stazionarietà dell’import (+0,3 per cento).
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