Economia

Export 2023 stazionario per effetto di tendenze opposte per le due aree, Ue (-2,3%) ed extra-Ue (+2,5%)

16/2/2024

Export 2023: la stazionarietà in valore (+1,3% al netto dell’energia) è sintesi di tendenze opposte per le due aree, Ue (-2,3%) ed extra-Ue (+2,5%), e riflette una crescita dei valori medi unitari (+5,3%) e una riduzione, di analoga entità, dei volumi (-5,1%). Secondo i dati Istat, nel complesso dell’anno crescono le vendite di beni strumentali (+8,4%) e beni di consumo (+2,7%) mentre si riducono quelle di beni intermedi (-6,7%) ed energia (-25,7%). Il 2023 si chiude con un deficit energetico in forte riduzione rispetto al 2022 e un avanzo commerciale di 34,5 miliardi di euro, da un disavanzo di -34 miliardi dell’anno precedente. I contributi positivi maggiori derivano dall’aumento delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. (+8,8%), autoveicoli (+20,8%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+5,8%); quelli negativi più ampi, dalla contrazione delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-11,3%), coke e prodotti petroliferi raffinati (-23,4%) e sostanze e prodotti chimici (-8,5%). Una nota della Farnesina rimarca che nel 2023 l’Italia ha esportato beni per 626,2 miliardi di euro, con una crescita dei valori medi unitari del 5,3 per cento: le aziende italiane aumentano il loro potere di mercato, sfidando le incertezze dei mercati internazionali e occupando nuovi spazi nei mercati in crescita. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani commenta: “L’economia italiana si dimostra solida anche in un contesto internazionale molto difficile. Penso innanzitutto alle difficoltà del nostro principale partner economico, la Germania, che hanno un effetto diretto sulla contrazione del nostro export bilaterale. In generale però miglioriamo l’export e gestiamo le difficoltà del mercato dell’energia. Il governo ha messo al centro delle sue politiche una strategia per l’export che viaggia di pari passo con ogni azione in politica estera che consolidi il ruolo dell’Italia nel mondo”. A livello geografico, a fronte del rallentamento dei mercati europei, si registra un forte incremento nei Paesi extra-europei: Cina (+16,8 per cento), Paesi OPEC (+12,3 per cento), Oceania e altri territori (+11,9 per cento), India (+7,6 per cento), Turchia (+6,4 per cento), Medio Oriente (+5,4 per cento), Paesi Asean (+5,3 per cento), Paesi Mercosur (+4,7 per cento), Stati Uniti (+3,4 per cento).
Allegato