Economia

Imprese giovanili, Confcommercio: 165mila in meno dal 2011, senza perdita avremmo 42 miliardi Pil in più

26/10/2023

Imprese giovanili: in 11 anni, dal 2011 a oggi, ne perdiamo 165 mila di quelle condotte da imprenditori sotto i 35 anni. Questi i principali risultati dell’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio “L’importanza dell’imprenditoria giovanile per il benessere economico” presentata oggi a Bari dal direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella, in occasione del Forum nazionale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio. In 40 anni scompaiono 10 milioni di giovani ed è quasi raddoppiata la quota di ultrasessantacinquenni. La crisi demografica è un tema pericolosissimo soprattutto per il Sud: negli ultimi dieci anni tutta la perdita dei residenti in Italia, circa un milione, è perdita del Sud. E tutta la perdita è perdita di giovani, con gli anziani che crescono. Il Mezzogiorno, in particolare, perde 3,3 milioni di giovani in dieci anni, quanto tutto il resto del paese e anche di più. Ma oltre alla demografia endogena il Sud soffre l’emigrazione e non è attrattivo per gli immigrati. Da una parte è vero che la popolazione scende dell’1,8 per cento e quella della fascia 25-39, di nostro precipuo interesse, scende del 17,9 per cento, dall’altra il totale imprese scende del 2,8 per cento ma quelle giovani del 26,3 per cento. Con la conseguenza aritmetica che è proprio il tasso di imprenditoria giovanile, cioè la quota di imprese giovani sul totale delle imprese, a ridursi, di ben 2,9 punti percentuali assoluti tra il 2011 e il 2022. Quando si deprimono i valori del fare impresa, che oggettivamente sono incarnati specialmente dai giovani imprenditori, la crescita langue o scompare del tutto. La riduzione del tasso di imprenditoria giovanile è costosa in termini di crescita della produttività dei fattori e di quella sistemica, quella che una volta si chiamava progresso tecnologico. Il perché può anche essere raccontato sulla base di uno scrutinio delle competenze e delle abilità della popolazione italiana per fasce di età. Per Confcommercio quello che è mancato è l’attenzione ai giovani e alla giovane imprenditoria, la parte più vitale della società imprenditoriale, specialmente nel terziario di mercato e che, sola, può salvare il nostro Mezzogiorno.
Allegato