Innovazione

Imprese: parità di genere e principi ESG per la crescita del Pil europeo

16/5/2023

Le donne potrebbero fornire un significativo contributo alla crescita del PIL europeo se venissero fornite loro pari opportunità rispetto ai colleghi uomini: una crescita potenziale stimata dall'Istituto europeo per l'uguaglianza (Eige) fino a 3,15 trilioni di euro entro il 2050. Ne sono convinte anche le imprenditrici europee: tra le principali evidenze dell'Eurochambres Women Network Survey 2023, pubblicato a fine aprile, le intervistate di 24 nazioni (UE e paesi limitrofi) indicano tra le principali priorità quella di avere le stesse opportunità e pari retribuzioni. Richiedono che vengano garantite concrete possibilità di accesso alla formazione, alla qualificazione professionale e a posizioni manageriali. Se ne è parlato a Roma presso la sede di Si.Camera, nel corso della tavola rotonda dedicata a "Gender equality and ESG principles in leadership management and decision-making process". L'evento é stato organizzato dall'Eurochambres Women Network (EWN) in collaborazione con Unioncamere e la Camera economica della Croazia (HGK), Unioncamere Europa e il Comitato Imprenditoria femminile della Camera di commercio di Roma. Moderatrice dell'incontro é stata Marina Rožić, presidente di EWN e segretario generale di HGK. “Il networking è la chiave del nostro lavoro - ha sottolineato in apertura della giornata Tiziana Pompei, vicesegretario generale di Unioncamere - e appuntamenti come quello odierno sono importanti perché offrono l'opportunità di condividere esperienze concrete e best practices, come l'Osservatorio per l'imprenditoria femminile di Unioncamere, strumento unico in Europa". Durante l'incontro si è parlato delle implicazioni della direttiva sulla parità di genere nei CdA delle imprese approvata a fine 2022 dal Parlamento europeo. Questa stabilisce che, entro luglio 2026, tutte le grandi società quotate in borsa dell'UE dovranno adottare misure per garantire una maggiore presenza femminile nei loro consigli di amministrazione. Un passo importante per ridurre il gender gap, considerato che, in media, nel 2021 solo il 30,6% dei membri di CdA delle maggiori società europee quotate in borsa era costituito da donne. “Parità di genere e parità salariale sono valori che rafforzano e rendono migliori le imprese. Dovremmo interpretare le quote della nuova direttiva europea come un mezzo per aumentare lo standard culturale nell'ambito del mondo imprenditoriale. Le donne costituiscono la metà della popolazione dell'UE, più della metà della popolazione altamente istruita, eppure percepiscono il 13% in meno di stipendio e solo l'8% di esse è a capo delle più grandi aziende europee", ha sottolineato Marina Rožić nel corso dell’evento da lei coordinato. Le esperienze e le best practices in ambito di politiche ESG - acronimo che si riferisce ad ambiente, società e governance quali parametri per valutare il credito sociale di un'azienda - sono state al centro della giornata di lavori romana. I vantaggi della presenza femminile nell'ambito degli organi di governo, è stato evidenziato, sono evidenti: quando la quota di donne nei CdA è compresa tra il 30 e il 40%, le aziende hanno maggiori probabilità di ottenere migliori risultati finanziari e rendimenti più elevati, oltre a migliori risultati ESG relativi ad ambiente e società. "La sostenibilità è un fattore imprescindibile dal business - ha precisato nel suo intervento Loretta Credaro, presidente della CdC di Sondrio - e le aziende che non curano gli aspetti di dimensione sociale e ambientale mettono realmente in difficoltà la sostenibilità economica. È quindi sempre più necessario creare un circolo virtuoso in cui obiettivi sociali e ambientali siano strettamente connessi agli obiettivi economici". Condurre le attività di business secondo i criteri ESG è importante perché aiuta le imprese a prepararsi al meglio alla standardizzazione della rendicontazione non finanziaria a livello europeo, fondamentale per attrarre investimenti ed esercitare il diritto di utilizzo delle fonti di finanziamento. L'indagine esamina come le donne imprenditrici stanno reagendo alle sfide della nostra epoca, considerando anche le questioni che riguardano più specificamente le imprese guidate da donne. Lo scopo è quello di fornire un contributo ai decision maker per sviluppare iniziative mirate a sostegno delle imprenditrici in tutta Europa. Dal dicembre 2002 al marzo 2023, sono state raccolte complessivamente 823 risposte che evidenziano la resilienza delle imprenditrici nell'affrontare le avversità e la capacità di accogliere i cambiamenti e le sfide in modo tempestivo e lungimirante. A riprova il loro impegno sul fronte della trasformazione sostenibile e digitale delle loro attività imprenditoriali. La rete camerale che aderisce ad Eurochambres è già attiva nei propri territori con iniziative a sostegno dell'impresa femminile e per preparare le donne a ricoprire ruoli manageriali nelle aziende europee.
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