Trasporti e logistica

Transizione ecologica, per ICS «i trasporti marittimi saranno cruciali»

23/11/2022

La International Chamber of Shipping presieduta da Emanuele Grimaldi sta lavorando a fianco dell'Imo -l’organismo Onu che sviluppa principi e tecniche della navigazione marittima internazionale - per accelerare il conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità Redazione Web “Together for implementation”, un claim molto chiaro che si potrebbe tradurre: “Insieme per fare sul serio!! Campeggiava alla Cop27 di Sharm El Sheikh alle spalle di Emanuele Grimaldi, presidente dell’International chamber of shipping (Ics, l’associazione mondiale di armatori) e di Kitak Lim, il manager coreano segretario generale dell’Imo, che è l’organismo fondato dalle Nazioni Unite per sviluppare i principi e le tecniche della navigazione marittima internazionale. Insieme per fare sul serio sulla tutela dell’ambiente, sulla decarbonizzazione, degli obiettivi di sostenibilità che l’Onu ha fissato da oltre vent’anni ma che sono stati messi a dura prova dall’attuale congiunturale geopolitica e bellica. Ics e Imo stanno lavorando insieme per cercare di trovare soluzioni responsabili e pragmatiche volte alla decarbonizzazione e presto la proposta Ics sarà discussa in sede Imo. Carburanti verdi, decisivo il ruolo del trasporto marittimo Sempre a Sharm El Sheikh, a metà novembre, un nuovo rapporto pubblicato dal Tyndall Center dell’Università di Manchester ha evidenziato il ruolo fondamentale che il settore marittimo svolgerà nel trasporto dei carburanti verdi necessari per raggiungere gli obiettivi climatici globali, ma ha anche rilevato un enorme divario tra i progetti annunciati dai governi e ciò che è richiesto, rivendicando quindi la creazione di politiche nazionali molto più forti sui combustibili a basse emissioni di carbonio. Il mondo ha bisogno di 50-150 milioni di tonnellate di idrogeno a basse emissioni di carbonio entro il 2030, ma c’è un grande divario tra questo e quanto pianificato fino ad oggi: i progetti già annunciati produrranno solo 24 milioni di tonnellate entro il 2030, secondo l’Autorità internazionale per l’energia. È preoccupante che solo il 4% di questi progetti abbia una decisione finale di investimento. I ricercatori del Tyndall Center hanno chiesto politiche governative più forti per dare ai produttori, agli spedizionieri e ai consumatori di idrogeno a basse emissioni di carbonio la fiducia di cui hanno bisogno per investire. Transizione energetica: ammoniaca e bioenergia via nave Il rapporto identifica un ruolo importante per il settore marittimo in questa transizione energetica globale, trasportando bioenergia e idrogeno convertito in ammoniaca. Ha scoperto che il trasporto marittimo di ammoniaca e bioenergia nei prossimi decenni potrebbe eguagliare l’attuale trasporto di gas naturale liquido e carbone. Tuttavia, ciò richiederebbe circa 20 nuovi grandi vettori di ammoniaca all’anno, per collegare i produttori di idrogeno verde con i consumatori. Data la tempistica di 2-3 anni per la costruzione di nuove navi, i rappresentanti del settore marittimo hanno affermato di aver bisogno di certezze sulla produzione di idrogeno il prima possibile per poter giustificare gli investimenti necessari in nuove infrastrutture. Il Rapporto è stato commissionato e accolto con favore dall’International chamber of shipping, che ha invitato i governi partecipanti alla Cop27 a inviare “segnali di mercato più forti” all’industria marittima per ridurre i timori che qualsiasi nuova nave costruita per il trasporto di carburanti a basse emissioni di carbonio non venga mai utilizzata. Platten (Ics): «Servono gli investimenti infrastrutturali» Guy Platten, segretario generale della International chamber of shipping, ha dichiarato: «L’industria navale sa di avere un ruolo enorme da svolgere nella decarbonizzazione globale nei prossimi decenni, trasportando i nuovi carburanti verdi di cui l’economia mondiale ha bisogno. Ma per permetterci di investire, i governi hanno bisogno di politiche molto più forti per ridurre il rischio della produzione di idrogeno verde. «Le strategie nazionali sull’idrogeno – ha aggiunto – devono includere un focus esplicito sul supporto delle infrastrutture di trasporto necessarie sia per le importazioni che per le esportazioni. L’industria è pronta a rispondere, ma abbiamo urgentemente bisogno di segnali di mercato più forti e investimenti infrastrutturali per rendere tutto ciò una realtà». Fonte:(www.economymagazine.it)
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